Avere una strategia di backup è spesso indicato come il metodo migliore per proteggere le informazioni dalla perdita di dati. In questo articolo esamineremo un tipo specifico di backup che utilizza l’archiviazione cloud per sincronizzare e salvare i file.

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Vantaggi del backup su cloud
Conservare i file nel cloud offre numerosi vantaggi. Se gestisci i tuoi documenti tramite Dropbox, Box.com, Google Drive, OneDrive o Apple iCloud Drive, avrai accesso immediato alle versioni più recenti dei file da qualsiasi dispositivo su cui effettui il login. Pensaci: puoi consultare i tuoi file in mobilità dallo smartphone, dal tablet, dal portatile, da un PC in un Internet café e persino da alcune smart TV. Questa comodità è sufficiente per molti utenti per affidare i propri dati a un servizio cloud.
Ma non è tutto. Se utilizzi un servizio cloud ed esegui il relativo client sul computer, tutti i file e le cartelle che poni nella cartella sincronizzata verranno caricati sul cloud e conservati in modo sicuro fino al momento del recupero. Se qualcosa dovesse accadere al PC o al portatile, i file non andranno persi: resteranno nel cloud e potranno essere ripristinati autorizzando il client sul nuovo dispositivo. Hai mai provato a ripristinare un PC con Windows 8? Basta eseguire l’accesso con l’account Microsoft e il sistema scaricherà automaticamente impostazioni e file (ad esempio immagini, Camera Roll e il contenuto della cartella Documenti) sul nuovo computer senza ulteriori operazioni manuali.
È una soluzione comoda: oggi è possibile creare e mantenere backup off-site senza costi diretti e con interventi minimi. Tuttavia, se si usa un servizio cloud come backup remoto è opportuno considerare alcuni aspetti per comprendere appieno i potenziali limiti e rischi.
Aspetti da considerare
Quando si sceglie il backup su cloud ci sono due questioni principali da valutare: lo spazio di archiviazione e la sicurezza.
Creando un account cloud si affida essenzialmente l’intero set di dati a un soggetto terzo. Che si tratti di Apple, Google, Microsoft, Amazon o Dropbox, gran parte dei tuoi dati personali sarà conservata fuori dal tuo controllo diretto. Hai sentito parlare del recente attacco a SONY? Episodi analoghi potrebbero verificarsi anche per altre aziende. Se qualcuno ottiene l’accesso al tuo account (tramite phishing della password o tramite l’installazione di un trojan sul computer), acquisisce il controllo completo su tutto ciò che è archiviato. Se cancellano i file dal tuo account… questi verranno rimossi anche da tutti i dispositivi sincronizzati. Non è esattamente ideale. Se ti trovi in questa situazione, scarica il software di recupero dati per analizzare i dischi e tentare di recuperare i file eliminati.
Si noti che non è possibile recuperare ciò che è stato cancellato direttamente nel cloud. Se un file viene eliminato dal cloud, è perso: nessun tool di recupero dati riuscirà a riportarlo indietro. È possibile soltanto recuperare una copia locale del file presente sul computer utilizzando strumenti come il software di recupero file.
Per proteggere l’account conviene adottare una password unica (non usata per altri servizi) e attivare l’autenticazione a due fattori. Con l’autenticazione a due fattori un attaccante non potrà accedere senza il secondo fattore (ad esempio un dispositivo attendibile, un SMS con codice sul telefono o una chiave di recupero binaria come quelle fornite da Apple). Se usi backup cloud e non hai ancora attivato l’autenticazione a due fattori, è consigliabile farlo subito.
L’altro aspetto da considerare è che si sta affidando i propri file a un soggetto terzo. Apple, Google, Microsoft, Amazon o Dropbox possono avere accesso ai dati personali conservati sui loro server. I dati potrebbero non essere crittografati lato client e, anche quando è prevista la crittografia, la chiave può essere memorizzata insieme ai dati (come accade, ad esempio, con Apple iCloud).
Infine, lo spazio su disco. La maggior parte dei servizi cloud offre gratuitamente tra i 5 e i 30 GB di spazio. (A titolo di confronto, una chiavetta USB da 32 GB di marca costa meno di $20, mentre una da 64 GB si trova intorno ai $30–40). Questo spazio potrebbe essere sufficiente per posta, contatti, documenti e qualche immagine occasionale, ma probabilmente non basterà per l’intero archivio fotografico (se non sei un fotografo occasionale), la libreria musicale o i video.
Qualsiasi cartella non sincronizzata non viene automaticamente inclusa nel backup cloud. Di conseguenza potresti avere una falsa sensazione di protezione e, nella realtà, perdere dati che pensavi fossero al sicuro. In caso di perdita, utilizza software di recupero foto, software per il recupero di documenti o software di recupero disco per tentare il ripristino dei dati.
È possibile ottenere spazio aggiuntivo. Esistono diverse modalità per espandere la capacità di archiviazione con i provider cloud. La soluzione più semplice è sottoscrivere un abbonamento: la maggior parte dei fornitori offre oltre 1 TB di spazio (più che sufficiente) a un costo mensile o annuale ragionevole. Tuttavia, talvolta non è necessario pagare per ottenere spazio aggiuntivo.
Dropbox, ad esempio, è noto per offrire spazio extra in cambio di semplici azioni come l’installazione del client mobile su Android, la sincronizzazione del rullino fotografico o l’invito ad altri utenti a registrarsi. Con Microsoft OneDrive puoi guadagnare spazio attivando un dispositivo Windows Phone e impostando la sincronizzazione del Camera Roll.
Conclusione
In sintesi, servizi cloud come Dropbox, Box.com, OneDrive, Google Drive o iCloud Drive possono rappresentare un’ottima soluzione di backup. Se la sicurezza dei dati è una preoccupazione primaria, è consigliabile mantenere anche una copia di backup locale aggiuntiva. In alternativa, conservare i file nel cloud offre un livello di comodità e protezione tale da risultare valido nella maggior parte dei casi.





