Nel settore del recupero dati si ascoltano storie di ogni tipo, accomunate da un elemento: alla fine, i dati risultano persi. Quali sono le cause più comuni della perdita dei dati e come è possibile proteggersi? Scopritelo proseguendo nella lettura.

Contenuti
- Errore umano
- Violazioni della sicurezza
- Guasti hardware
- Errori software
- Eventi esterni
- Problemi dei supporti di backup
Errore umano
L’errore umano è di gran lunga la causa più frequente. Circa due chiamate su tre che riceviamo riguardano un’azione dell’utente che ha causato la scomparsa dei file.
L’errore più comune consiste nel non predisporre un adeguato piano di backup. La stragrande maggioranza delle persone ritiene che i backup “siano una buona cosa”, ma non ne esegue mai uno. Nel migliore dei casi, potrebbe esistere una copia di backup molto vecchia, conservata su un supporto che, al momento del ripristino, potrebbe non essere più leggibile.
Le situazioni che possono causare la perdita dei dati sono diverse: la formattazione accidentale di un supporto esterno, l’eliminazione involontaria dei file, la sovrascrittura dei file più recenti durante la copia da un supporto esterno oppure l’installazione di Ubuntu (il mio caso preferito; perdonate la battuta, non ho resistito).
Fortunatamente, nella maggior parte dei casi è possibile rimediare alle conseguenze di un errore umano. L’installazione di Ubuntu è probabilmente lo scenario più disastroso, poiché sovrascrive fisicamente un’ampia parte del contenuto del disco, inclusi la tabella delle partizioni e il file system originale. Tuttavia, la scansione del disco con un software di recupero dati basato sull’analisi del contenuto, come RS Partition Recovery, può ancora consentire di recuperare numerosi file importanti, tra cui documenti, immagini e archivi.
A differenza delle violazioni della sicurezza, l’errore umano raramente compromette i backup nel cloud. Di conseguenza, se si utilizza OneDrive, Dropbox o un servizio simile per eseguire il backup dei file sul cloud, è molto probabile che tali copie di backup siano ancora intatte.
Violazioni della sicurezza
Sebbene incidenti di sicurezza come infezioni da virus, trojan e malware con funzione di cifratura possano essere classificati come errori umani, trattiamo queste situazioni separatamente, poiché è necessario risolvere la causa alla base del problema prima di tentare il recupero dei dati. Le violazioni della sicurezza sono leggermente meno frequenti degli errori umani in senso stretto, ma le loro conseguenze possono essere davvero disastrose.
Guasti hardware
I malfunzionamenti hardware sono un’altra causa comune della perdita dei dati. In particolare, abbiamo rilevato tassi di guasto superiori alla norma in alcuni lotti di determinati modelli di dischi rigidi prodotti nei mesi successivi all’alluvione verificatasi a Taiwan nel 2011. Il modello Seagate da 3 GB sembra essere stato colpito in modo particolare, ma il problema non riguarda esclusivamente questi modelli.
A volte è possibile individuare tempestivamente un problema imminente tenendo sotto controllo il disco rigido, anche prestando attenzione ai rumori che produce. Rumori insoliti, come ronzii o sibili intensi, clic anomali e rumori irregolari durante l’avvio del motore, così come l’aumento del numero di settori riallocati rilevato dagli strumenti di monitoraggio S.M.A.R.T., sono spesso segnali di un possibile guasto imminente. Se si riconoscono per tempo questi sintomi, è possibile copiare in sicurezza i dati su un altro supporto — in genere, un’unità USB di capacità adeguata è sufficiente per contenere documenti e immagini — e sostituire il disco rigido con un modello più recente e affidabile.
Un’altra causa dei guasti ai dischi rigidi è il surriscaldamento, frequente nei sistemi che funzionano in spazi angusti. In molti casi, l’accumulo di polvere impedisce un adeguato raffreddamento, provocando il surriscaldamento dei componenti principali e conseguenti guasti.
Errori software
Gli errori del software sono responsabili di una percentuale relativamente ridotta dei guasti. Le versioni moderne di Windows sono estremamente affidabili; anche un errore del driver che provoca il blocco del sistema raramente causa danni diversi da una lieve corruzione di alcuni file. Anche se il computer si blocca o si riavvia mentre si salva un documento Word, nella maggior parte dei casi sarà possibile recuperare automaticamente il documento riaprendo Word dopo il riavvio del sistema.
Detto questo, un software scritto in modo inadeguato, soprattutto quando opera a basso livello, può comunque causare la corruzione dei dati. Tuttavia, la probabilità che ciò accada è ridotta.
Eventi esterni
I blackout, i cali di tensione e i fulmini sono responsabili soltanto di una percentuale relativamente ridotta dei guasti, ma sono tra i casi più difficili da gestire, poiché possono danneggiare numerosi componenti del computer. Ai fini del recupero dati, la strategia corretta consiste nel rimuovere il disco rigido e collegarlo a un computer sicuramente funzionante per procedere al recupero.
Problemi dei supporti di backup
Quando devono ripristinare i dati da un backup, molti utenti scoprono che le copie di sicurezza non sono più utilizzabili. I supporti di memorizzazione dei dati sono fragili e hanno una durata limitata. Che si utilizzi una memoria a stato solido, come un’unità flash, una scheda di memoria o un SSD, un supporto magnetico, come un disco rigido o un nastro, oppure un supporto ottico, come un DVD-R o un Blu-ray, con il tempo il supporto si deteriora. I supporti ottici possono subire danni fisici o degradarsi a causa delle alte temperature e dell’esposizione ai raggi UV, ad esempio alla luce proveniente da una finestra. I componenti meccanici di un disco rigido possono guastarsi dopo un lungo periodo di inutilizzo. Le memorie a stato solido basate su tecnologia flash non sono mai state progettate per conservare le informazioni per periodi prolungati e perdono parte della capacità di conservazione ogni volta che vengono scritti nuovi dati.
Se tutti i supporti di backup vengono conservati nello stesso luogo, ad esempio in casa, eventi come incendi o allagamenti possono distruggere le copie di sicurezza. (Suggerimento: utilizzare il cloud storage per proteggersi da situazioni di questo tipo oppure conservare almeno una o più copie dei dati in un altro luogo).
È importante comprendere che la maggior parte delle tecnologie e delle procedure di backup utilizzate in ambito domestico potrebbe non essere sufficiente a proteggere adeguatamente i dati. Per garantire una protezione efficace dei dati è fondamentale combinare l’archiviazione ridondante con più metodi di backup e più copie dei file importanti.




